Un biglietto per Tokyo

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Devo partire leggera… e lo zaino è quasi vuoto.

Ogni volta che acquisto un biglietto per Tokyo mi ritrovo con le lacrime agli occhi subito dopo aver ricevuto la mail di conferma dalla compagnia aerea di turno.

Ogni volta, già, nonostante i 7 timbri già impressi sul passaporto… ogni qualvolta il nuovo viaggio si concretizza l’emotività prende il sopravvento.

Le ore che precedono il fatidico “click” spesso sono agitate, con quella sensazione elettrica nell’aria, non ne capisco mai appieno il motivo e quando accade non ho nemmeno ancora guardato le offerte del giorno; semplicemente mi risveglio così: con una leggera tachicardia che non definirei tuttavia negativa. I giapponesi forse userebbero il modo di dire “waku waku”, che per quanto difficilmente traducibile rende bene l’idea come onomatopeica. In quelle ore c’è qualcosa di diverso, inappetenza e tanta, tanta voglia di caffeina. E dopo una tazza di caffè nero bollente con totale noncuranza finisco su un portale di viaggi mettendo il solito “Milano – Tokyo” e delle date plausibili, magari nel frattempo sto fumando la mia Chesterfield rossa alla finestra e non sono ancora totalmente sveglia, semplicemente ho già sfogliato twitter e facebook, visto le news ed ancora intorpidita mi imbatto in un “Milano – Tokyo” 476 euro.

Controllo meglio, pensando si tratti del solito volo con 4 scali per un totale di 72 ore.

No, si tratta di un diretto. Preparo una seconda tazza di caffè, mando lo screenshot della schermata a chi mi conosce bene e accendo il computer. Da qui il passo è veramente breve: essenzialmente organizzativo ma il modo si trova, si insomma era in preventivo no? A questo prezzo meglio approfittare subito, te li anticipo io, lascio la carta di credito a casa, non preoccuparti sulla postepay ci sono.

La giornata prosegue con dosi massicce di caffeina, forse troppa, ma l’adrenalina ne chiama altra ed il batticuore non ha voglia di indugiare nemmeno se male non farebbe, anzi. Ci si deve vedere, parlare, anche se non si partirà insieme, si deve pianificare, guardare le date, cercare case, e sopratutto…. devo avere gli auricolari ben inserite ed ascoltare la mia Voce preferita qualsivoglia tragitto io stia percorrendo. In questa giornata non soffro l’autobus e non ho fretta, i semafori non mi turbano, le biciclette sul marciapiede che suonano il campanello posso anche lasciarle passare, il moccioso che urla come un aquilotto abbandonato sul tram è messo a tacere dai decibel sbloccati del mio lettore mp3 e si…. la mia soglia di tolleranza verso il prossimo si alza a livelli tali da farmi risultare quasi simpatica se non mi si conosce da troppo tempo.

Ho sempre l’agenda con me, adoro gli organizer che acquisto di volta in volta a Tokyo e finisco con il riempire quasi tutte le pagine, ma la cosa che amo di più è fare l’elenco di cosa inserire in borsa, bagaglio a mano e valigia.

Borsa: passaporto, portafoglio italiano, portafoglio giapponese contenente yen avanzati dal viaggio precedente (di norma pochi… il più delle volte si tratta di spiccioli ma se ho i 100 yen per il primo caffè una volta atterrata posso già ritenermi soddisfatta), caricabatterie del telefono, documenti di viaggio, mascherina coprente per gli occhi, xanax, valium, lexothan, sigarette, accendino, una bambola.

Bagaglio a mano: Pantoufle (un coniglio di pelouche di medie dimensioni), cuscino poggiatesta, computer, caricatore pc, console portatile e relativo caricatore (che puntualmente non accendo quasi mai, tuttavia se la lasciassi a Milano si rivelerebbe poi indispensabile, quindi la porto sempre!)

La mia lista è la medesima ogni volta, indipendentemente dalla stagione, eppure sento il bisogno di stenderla ogni volta, forse è ciò che rende concreto il pensiero.

C’è poi la lista dei regali da portare…. e questa ahimè si che varia ogni volta. Tendenzialmente si allunga di viaggio in viaggio poichè se inizialmente non conoscevo nessuno (e tuttavia avevo uno zaino di regali per la Voce), ormai un pò di contatti li ho, pertanto oltre alla lista di cosa portare segue la lista degli amici da incontrare e cosa fare con loro. Sembrerà eccessivamente meticoloso tutto questo, ma se c’è una cosa che ho imparato dai miei amici oltreoceano è proprio l’importanza della pianificazione. Magari non nei dettagli minuto per minuto, ma dal momento che quella che per me è una quasi vacanza per loro è una giornata/serata/nottata ritagliata da massacranti turni lavorativi: è una forma di rispetto stabilire la data ed il luogo con un discreto anticipo e sopratutto rispettarla.

Tornando alla giornata dell’acquisto del biglietto invece…. normalmente si conclude con una (qualche) birra alle colonne di San Lorenzo, perchè va celebrata. Tendo a celebrare molti eventi, lo ammetto, ma il biglietto che mi farà fare scalo a Narita verso le 10 della mattina è qualcosa che non mi permette di tornare semplicemente a casa dopo una giornata di lavoro. Vuole di più… e tendenzialmente quella notte non riesco nemmeno a dormire. Come? L’eccessiva dose di caffeina assunta durante la giornata che si fa sentire? Nah… spesso bevo un caffè dopo cena e non ho nessun disturbo del sonno.

7 pensieri su “Un biglietto per Tokyo

  1. Molto bello il tuo blog Azzurra, anche io ti capisco sul prenotare il volo, avere l’adrenalina e la gioia alle stelle e poi i mesi di attesa che a volte sembrano non passare mai… “Mi chiedo, ancora 5 mesi e poi parto, ancora 4 e così via…”, poi quando sei lì ti senti a casa e il tempo purtroppo vola, è l’unica cosa negativa, attendi tanto per andare e poi puff già passata la vacanza.

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  2. Non ha pubblicato il mio commento (TT__TT)
    Comunque ho scritto che è un blog davvero molto interessante, e anche io capisco come ti senti quando prenoti il volo e hotel/appartamento, oltre i mesi di attesa che a volte sembrano non passare mai ed essere infiniti… Molte volte dico dentro di me “Mancano ancora 5 mesi, oppure mancano ancora 4 mesi e così via”. Poi quando sei lì ti senti di nuovo a casa, non so come descrivere la nostalgia che sento quando non ci sono, non sono nativa del posto, ma credo che sia una cosa che ti nasce dentro come un legame, anche prima di esserci stata. Oltre al fatto che purtroppo il tempo vola fin troppo velocemente e la vacanza come è iniziata, finisce.

    Sono Elisa XD

    Piace a 1 persona

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