Il treno si ferma, scendo. Non è Tokyo, non è Kyoto. E’ Onomichi, una stazione piccola, il mare a pochi passi, le colline circostanti e il vento che sembra già sapere tutto di chi varca la soglia della stazione.
Arrivare qui è come entrare in un film, una vecchia pellicola, non ci sono grandi palazzi e folle.
Non ho scelto Onomichi a caso. Ho deciso di andarci perché uno dei capitoli di Yakuza (Ryu Ga Gotoku) si svolge proprio qui, tra queste stradine strette, i gatti appollaiati sui tetti, le scale infinite che si arrampicano sulle colline. Ma poi, come spesso succede, la realtà ha superato la finzione, e mi sono innamorata di questo angolo di Giappone in un modo tutto mio.
🌿 Scale, templi e gatti
Onomichi è famosa per le sue scalinate ripide e per i gatti che le abitano. È un piccolo dedalo di vicoli, templi nascosti e case basse. Camminare qui significa perdersi di continuo, ma è proprio questo il bello: ogni deviazione è un incontro, un panorama inaspettato, un gatto che ti osserva tra le foglie.


E c’è un filo che lega i gradini, i templi e i gatti: la gente di Onomichi. Forse perché il turismo internazionale qui passa piano, come una brezza di stagione. I residenti ti salutano quando passi, un inchino leggero, un sorriso che non chiede nulla indietro. Se ti perdi si fermano volentieri a darti indicazioni, anche se non parlano inglese. Con gesti larghi, dita puntate, parole semplici, come se fossi un ospite di casa. Una gentilezza sussurrata, come il rumore del mare all’alba.

☕ Piccole caffetterie segrete
Tra una salita e l’altra, si incontrano piccole caffetterie, spesso nascoste dietro porte scorrevoli o dentro casette basse di legno. Ne ho trovata una il cui proprietario apre quando ne ha voglia, colleziona vinili, serve il caffè con calma e conversa con chi entra come se fossimo vecchi amici. Cose che succedono solo qui, forse.
Mattine sul molo
Una delle cose che ho amato di più è stata uscire presto la mattina, quando l’aria profuma di mare. Il porto di Onomichi è un incontro di pescherecci e grandi navi industriali. Ho passato non so quanto tempo a osservare un pescatore che disfava le reti, immobile sul molo, mentre il sole iniziava a scaldare l’acqua.

Un piccolo hotel sul mare
Ho soggiornato in un hotel minuscolo, proprio affacciato sul mare. Le stanze erano piccole, essenziali, ma la vista non aveva prezzo. In Giappone il sole sorge presto, e anche se provi a tirare le tende, è impossibile non svegliarsi e adattarsi al ritmo della natura.

🚴 Per chi ama la bici
Io purtroppo non so andare in bicicletta, ma Onomichi è una meta perfetta per chi ama pedalare: le isolette del Mare Interno di Seto sono collegate da piste ciclabili panoramiche che si snodano tra ponti sospesi e strade sul mare. Un paradiso per ciclisti di ogni livello.
⛩️ Il tempio Senkoji: due volte, due mondi
Tra le cose da non perdere c’è sicuramente la salita al tempio Senkoji. Io ci sono stata due volte: una con la pioggia, una con il sole. Si può salire con la funivia, godendosi la vista delle case e del mare dall’alto, ma il ritorno consiglio di farlo a piedi, scendendo piano tra i vicoli. Sotto la pioggia Onomichi si fa più silenziosa, intima; col sole diventa un quadro luminoso. Due modi diversi di vivere lo stesso sentiero. Molti visitano Onomichi in un giorno, due al massimo. Io ci sono rimasta di più. Mi piace stare in un posto fino a sentirmi parte dei suoi rumori e delle sue pause. E, se potessi, ci tornerei ancora.

🍋 Il regno dei limoni
Onomichi non è solo scale e vicoli: alle sue spalle, sulle dolci colline di Setoda, i limoni crescono rigogliosi fin dall’era Meiji. Qui è nata la varietà di limoni di Setoda, un marchio di eccellenza nazionale, dolci e profumati grazie alla brezza marina e ai terreni soleggiati .
In primavera il paesaggio si tinge di giallo brillante; in inverno, i frutti ornamentali vengono trasformati in dolci, marmellate, gelati artigianali, birre al limone e persino pasta, rendendo ogni pausa gustativa una celebrazione della terra locale, sono infatti da provare gli Onomichi Ramen!
🏮 Tra le gallerie coperte di Onomichi
Un altro volto di Onomichi sono le sue shōtengai — le gallerie commerciali coperte, retaggio di un Giappone che altrove sta scomparendo. In grado di svoltarti completamente una giornata di maltempo, si possono rivelare un prezioso rifugio dove trascorrere il tempo.
Qui trovi di tutto: la farmacia di quartiere accanto al panettiere, un negozio di abiti dove la moda sembra sospesa agli anni ’40, piccoli bar dove bere un caffè tra chiacchiere sussurrate.
Io mi sono innamorata di una bottega minuscola, quasi nascosta tra mille insegne: dietro il banco una vecchina gentile che prepara marmellate di agrumi con le sue mani, le confeziona con cura e ti saluta come se fossi un parente lontano appena tornato a casa.
Queste gallerie sono un tuffo in un tempo calmo, dove la vita scorre al ritmo di passi lenti e tende di stoffa che ondeggiano all’ingresso.

🌙 Notti lente: il CAT
Di sera Onomichi si accende piano, tra localini e ristorantini notturni. C’è un posto che mi è rimasto nel cuore: il CAT. Un locale nascosto, luci basse, musica glam e street anni ’90 che scorre come un sussurro. Ho passato qui una delle mie serate più belle, parlando di musica che pensavo dimenticata sorseggiando una fantastica birra locale ed un liquore proveniente da Okinawa.


Quando ripenso a Onomichi sento ancora il profumo del mare che si mescola a quello dei limoni, il rumore delle barche all’alba, i passi lenti lungo scale che non finiscono mai.Porto con me le voci gentili, i gatti appollaiati sui tetti, le marmellate di una vecchina che forse non rivedrò.
Eppure, anche a distanza di giorni, di chilometri, Onomichi rimane lì, in una piega morbida del cuore.
Un angolo di mondo dove il tempo sembra volerti bene, e tu impari a volergli bene a tua volta.
Non sono affatto brava ad inserire al meglio le immagini in modo che possano essere evocative come dovrebbero, pertanto posto a seguire alcune foto che ho scattato durante la mia visita, sperando che questo piccolo angolo di mondo possa raggiungere anche voi.

