Odasaku…watashi wa dou sureba ii…?

Ci sono viaggi che pianifichiamo per settimane se non mesi dopo aver acquistato il biglietto, per i quali investiamo ore nel decidere quali escursioni fare, per quali strade perderci e quali tappe fondamentali non possiamo tralasciare; viaggi carichi di aspettative di cui si discute animatamente con amici e le persone che salperanno con noi.

E poi…

E poi ci sono i viaggi inaspettati, quelli decisi nel giro di pochissime ore tra emozioni contrastanti e mille voci nella testa che si alternano suggerendoci cosa fare. Viaggi che il nostro cuore ha già deciso di fare ma che aspettano un’approvazione aggiuntiva perchè la nostra parte razionale sussurra “ma hai già un biglietto per Tokyo per dicembre, va bene il lavoro, va bene il prezzo basso, ma davvero vuoi partire facendo così tante ore ed uno scalo di 5 ore solo per trascorrere 8 notti a Tokyo? “

La risposta la sappiamo già tutti. Potrei raccontarvi di come ho interrogato niente popodimeno che l’illustre Sakunosuke Oda davanti ad un caffè, sospirandogli: “Odasaku…watashi wa dou sureba ii…?”

(織田作……私はどうすればいい?), che potremmo tradurre con un “cosa dovrei fare? Da che parte devo girarmi?”. Ed è lì che la sua risposta, forte e chiara è stata “se per te andare o restare è uguale….allora vai!!”.

una diapositiva del caro Odasaku U.U

Nei cinque minuti successivi stavo scegliendo il posto a sedere ed un pasto vegano.

E così martedì prossimo sarò nuovamente in volo, questa volta totalmente da sola anche se per pochi giorni. Da tempo mi ronza in testa l’idea di riprendere a scrivere seriamente, ma non posso nascondere il timore di non essere in grado di soddisfare le mie aspettative mentali. Ho tuttavia deciso di tenere una sorta di diario quotidiano proprio qui, dove racconterò le parti salienti della giornata. Se avete voglia di accompagnarmi ne sarei sinceramente felice, so di non essere una persona che soffre la solitudine, ma mi piace pensare che ciascuno possa decidere di intraprendere un viaggio in solitario rasserenato dal fatto che se ce la fa una fanciulla non propriamente sveglia come me, allora lo può fare davvero chiunque!

Ecco il motivo per il quale inizio a scrivere qualche giorno prima: voglio mostrare quanto sia facile anche prepararsi per attraversare l’oceano, anche se mancano pochissimi giorni all’imbarco (nel mio caso mancano 4 giorni e l’unica cosa che ho preparato è il passaporto…. Si: accertatevi di averlo in corso di validità mentre acquistate il biglietto)!

AirChina con scalo in Cina non sarebbe stata esattamente la prima scelta che avrei fatto se avessi disposto di un budget più ampio, tuttavia l’aeroporto di Pudond (Shanghai) dispone di una grande smoking area (a differenza di quello di Pechino, ove è tassativamente vietato fumare ovunque) e il collegamento successivo per Tokyo dura poco più di 3 ore. Se non siete dei fumatori potete infischiarvene e fare scalo indistintamente tra una città e l’altra, è probabile che non vi tratteranno coi guanti ne da una parte nè dall’altra, va precisato, ma portiamo pazienza, lasciamoci requisire gli accendini e andiamo avanti.

Questa volta, grazie ad un amico di un’amica (si dice sempre così), mi sono premunita di qualche banconota cinese dal momento che qualche anno fa in occasione del nostro scalo nemmeno Burger King voleva accettare pagamenti con carta e cambiare valuta ci è costato più del menu grande. Non so dirvi se le cose siano cambiate, ma vi farò sapere senz’altro!

Partiamo da un ulteriore presupposto importante: non stiamo andando in un posto dimenticato dagli Dei, fatta eccezione per eventuali farmaci di cui si fa uso abitualmente come terapia (non parlo di aspirine e tachipirina chiaramente), qualsiasi cosa dimentichiate NON è la fine del mondo. E ve lo dice una a cui sono stati persi i bagagli e mi sono ritrovata a Tokyo senza nemmeno un paio di slip di ricambio.

Nella malagurata ipotesi in cui succedesse anche a voi, o se vi doveste dimenticare la biancheria a casa (può succedere) niente panico: esiste Uniqlo, dove potrete trovare capi basic e a basso budget per ogni taglia e necessità! E’ una catena presente un pò ovunque per cui potete stare tranquilli. Spesso è nello stesso stabile di BigCamera, il che si rivela utilissimo se avete dimenticato o smarrito il caricatore di qualche dispositivo elettronico come ad esempio quello del telefono o della fotocamera. Non datevi troppo pensiero se non conoscete la lingua locale, basta mostrare il dispositivo e la gentilezza che contraddistingue i commessi nipponici risolverà il vostro problema. A proposito di telefonia, tra un post o due vi raccomanderò anche delle soluzioni per avere i dati disponibili anche in assenza di wifi, per chi come me non ha senso dell’orientamento poter accedere a google maps in ogni momento potrebbe essere molto comodo. In realtà la sottoscritta si perde anche seguendo google maps e simili, ma è un problema mio il non distinguere la destra dalla sinistra, motivo per il quale da anni vado nello stesso hotel! Hotel che mi sento di raccomandare caldamente se non temete la zona di kabukichou ed amate la vita notturna nonchè la comodità, tutte le info a riguardo le troverete nel post del giorno uno! Forse dovremmo chiamare questo giorno meno quattro? Ormai no, ho dedicato il titolo ad Odasaku.

Prima di chiudere questo post che come al solito si è protratto oltre le intenzioni, un piccolo consiglio sul bagaglio, che siate donne o uomini, indipendentemente dal vostro itinerario cittadino, credo che un trolley da stiva possa essere più che sufficiente!

Il mio vestiario non supera i 4 kg e può essere tranquillamente stipato in mezzo trolley da cabina! All’interno: Biancheria intima x 3 giorni, calzini di cotone, 2 leggins, 3 maglie, una giacca carina, una gonna, k-way o simili (non è vero, me lo dimentico sempre anche se scrivo di portarlo), salvaslip, deodorante, un paio di scarpe belline per la sera o gli appuntamenti! Poi un piccolo beauty dove metto: un rossetto, una matita labbra, un gloss, 2 pennellini, una crema viso nutriente e collaudata, pinzetta e forbicinine (non è vero, di solito queste ultime le dimentico….però lo scrivo perchè sarebbe meglio averle), un pettine ed una spazzola tonda. Tutto questo ovviamente finisce nel bagaglio da stiva sebbene sia poco ingombrante!

Ovviamente porto anche un bagaglio a mano, tendenzialmente uno zainetto morbido che vuoto pesa meno di 300 grammi, con il seguente contenuto: medicine, powerbank, tablet, un libro, fazzoletti di carta, maschera viso per la notte in aereo, cuscino poggiatesta, un peluche per la notte, caramelle haribo gommose, sigarette.

In borsa: passaporto, carte di imbarco se siete analogici, sigarette, un accendino, portafogli, telefono.

Viaggiare comodi e leggeri per me è fondamentale, un pò per non dimenticare nulla in giro, un pò perchè i pesi sulle spalle mi creano davvero problemi!

Infine….voi come vi vestite per le traversate ? Ormai da anni utilizzo lo stesso outfit: leggins neri, calzini in cotone, reggiseno senza ferretto (per non suonare sotto i metal detector), maglia ampia e comoda, sneaker senza lacci semplici da sfilare e rimettere. No orologi, accessori, bracciali ecc, voglio essere libera di arrotolarmi su me stessa senza rischiare di impigliarmi da qualche parte.

Se ne avete voglia e tempo fatemi sapere se siete d’accordo con queste scelte e sopratutto se avete dei suggerimenti su cose da aggiungere e dove!!

Lascia un commento