Iniziare a curiosare tra gli scaffali

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Quando ci si innamora succede che si vuole conoscere tutto di quella persona che ci ha stregato il cuore, giusto?

Lo stesso accade quando capiamo di amare un posto o semplicemente iniziamo ad interessarcene, quasi senza rendercene conto intraprendiamo ricerche.

Non saprei dire quando ho cominciato ad interessarmi alla cultura Nipponica, forse è iniziato da bambina guardando i primi anime che venivano trasmessi sulle reti private tra la fine degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, mi incuriosivano quei simbolini strani al termine di ogni episodio ( つづく lo ricordate anche voi?) e alcune sigle che venivano cantate in una lingua che sicuramente non era italiano, ma da bambini non era poi così importante.

E per coltivare quella bambina non ho mai smesso di guardare ed amare quei disegni che mi danno tutt’oggi numerose emozioni; tuttavia sono una persona curiosa, pertanto quando ancora internet non era in ogni casa degli italiani ed i social non esistevano ho scoperto in edicola che esistevano addirittura dei fumetti che ripercorrevano quelle storie che tanto mi affascinavano.
(Se penso che acquistai il primo numero di Bastard edito da Granata Press e che ad oggi Hagiwara non ha ancora terminato la sua opera sono indecisa tra una risata ed un pianto, ma questa è un’altra storia)

Dai primi manga…ai primi libri è stato un salto velocissimo, un pò perché amo leggere e ho la fortuna di essere abbastanza veloce nel farlo, un pò perché la curiosità spinge a saperne sempre di più ed io volevo leggere qualcosa che andasse al di là delle storie a fumetto.

Pur non annoverandola più tra le mie autrici preferite, Banana Yoshimoto conserverà sempre un posto speciale nel mio cuore e nella libreria. E’ stata infatti il primo spiraglio letterario verso l’Oriente. In quegli anni leggevo e rileggevo i suoi libri e controllavo mensilmente in libreria nella speranza che nel frattempo fosse stato editato qualcos’altro.

Ad oggi Tsugumi, Sonno Profondo, Amrita e il racconto breve al termine di Kitchen – Moonlight Shadows- rappresentano letture che consiglio caldamente a chiunque, che si apprezzi o meno una determinata cultura.
Sopratutto Sonno Profondo mi aveva affascinato terribilmente, nonostante siano passati anni il racconto della donna il cui lavoro consiste nel vegliare sull’altrui sonno mi aveva ammaliata; Shiori infatti usava giacere in un grande letto a baldacchino accanto a chi ne richiedeva (sotto compenso) la sua presenza; Il suo compito era di condividerne il sonno, ma dopo un’intera notte sentiva di aver trasportato e in qualche modo condiviso le tenebre delle anime inquiete dei suoi clienti.

Pensare che esiste un paese dove sia possibile un mestiere del genere è strabiliante. Non voglio fare la recensione di un libro che consiglio perché non credo di esserne all’altezza, tuttavia per chi ha un rapporto diverso con il sonno ed il buio è indubbiamente una lettura interessante nella sua semplicità.
Banana Yoshimoto racconta qui con naturalezza anche i sentimenti più complessi, i dialoghi sono essenziali, come del resto molto delle conversazioni private tra giapponesi: tolti i fronzoli dei rapporti formali quello che rimane da dirsi può essere veramente ridotto a poche ma esaustive parole.

La freschezza che portano con se i primi libri editati di quest’autrice mi fa ancora sorridere e sospirare, proprio qualche giorno fa li ho ripresi in mano e sfogliati. Se anche negli anni ho trovato scrittori a me più congeniali, questo non significa che chi ci ha preso per mano inizialmente debba essere dimenticato o accantonato. Mi rendo conto che a volte il tempo è tiranno e sembra quasi una perdita dello stesso rileggere qualcosa che ha già occupato le nostre ore in passato, ciò malgrado se abbiamo provato un’emozione piacevole una volta, perché non rischiare di farcene nuovamente accarezzare?

Cercando sul web i link dove eventualmente acquistare i libri di cui accennavo, mi sono imbattuta in un testo che non conoscevo ma che mi incuriosisce molto: “ I Viaggiatori della Notte”, peccato sia disponibile soltanto in formato digitale e non cartaceo. Amo il profumo della carta stampata e non sono ancora riuscita ad arrendermi ai vari lettori digitali disponibili sul mercato. Ma voglio provare a leggere anche questo, pertanto a breve può essere che io scriva ancora di Banana Yoshimoto, magari prima di dilungarmi con colei che adoro più di ogni altra.

Non smetterò mai di curiosare tra gli scaffali, talvolta senza nemmeno sapere cosa cercare. E’ proprio così che a volte un nome, un colore, un profumo ci attraggono e si aprono nuovi mondi e visioni. Non si conosce mai a fondo un paese, una cultura, un popolo, nemmeno quello al quale apparteniamo; figuriamoci quanto possa essere difficile approcciarsi ad un sito così distante sotto tanti punti di vista. Amo ed odio allo stesso tempo così tanti aspetti del Sol Levante, e nonostante questo ho sempre fame di sapere, vedere, scoprire, toccare.

Ho sempre creduto che leggere sia la prima porta verso una nuova cultura, è quella più semplice ed economica; ci permette di entrare discretamente, in punta di piedi. Sull’autobus mentre andiamo al lavoro, in coda al supermercato o alle poste, la sera per conciliare il sonno. Minuti preziosi che possono essere riempiti trasportandoci con delicatezza nella vita di qualcun altro.

Qualche minuto lo abbiamo tutti.

Di seguito i link:
Sonno Profondo: https://www.amazon.it/SONNO-PROFONDO-Banana-Yoshimoto-ZCG19/dp/B0098MPO4I/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1500998121&sr=8-2&keywords=banana+yoshimoto+sonno+profondo
Tsugumi: https://www.amazon.it/Tsugumi-Universale-economica-Banana-Yoshimoto-ebook/dp/B00B1WDDXM/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1500998828&sr=8-1&keywords=banana+yoshimoto+tsugumi
Amrita: https://www.amazon.it/Amrita-Banana-Yoshimoto/dp/8807815206/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1500998854&sr=8-1&keywords=banana+yoshimoto+amrita

3 pensieri su “Iniziare a curiosare tra gli scaffali

    • Grazie per il consiglio! Non ho ancora avuto modo di vederlo ma credo rimedierò, la tua descrizione a riguardo mi ha incuriosita non poco! Ho visto numerosi film ed il mio regista preferito è Takashi Miike, molto diverso immagino come genere. Tuttavia sono curiosa!

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      • Se ti va, poi fammi sapere come hai trovato il film. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grande soddisfazione. Grazie a te per la risposta, e buona serata! 🙂

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