La Ragazza del Kyushu

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Matsumoto Seichō

La ragazza del Kyūshū

Prendere in mano un libro della casa editrice Adelphi è già di per se un’esperienza, la copertina leggermente ruvida, le pagine dal color crema e dal profumo così caratteristico… già questo mette il mio animo in una dolce predisposizione verso il libro che sto approcciando. So che parrebbe non centrare con il testo e la sua recensione, tuttavia credetemi: fa anche questo parte dell’esperienza di lettura.

Kiriko parte dall’estremo sud del Giappone alla volta di Tokyo, dove vuole incontrare un famoso avvocato al fine di chiedergli aiuto. Il fratello della protagonista è infatti accusato di omicidio e rischia la pena di morte; Kiriko pare essere l’unica persona convinta della sua innocenza e non esiterà a dare fondo ai suoi risparmi per intraprendere un viaggio nel tentativo disperato di salvare il fratello.

Ma quanti avvocati esercitano la professione per senso di giustizia e dovere? Chi sosterrebbe un caso simile, dove l’imputato stesso confessa la sua colpevolezza, senza poter emettere una parcella ad un cliente che non ha il necessario per pagare?

In questo noir Matsumoto è crudo e realista, non dà troppo spazio alle descrizioni delle sensazione ma narra il susseguirsi degli avvenimenti con freddezza giornalistica, tuttavia queste emozioni non descritte sono palpabili ed arrivano al lettore senza bisogno di introspezioni messe nere su bianco.

Potete trovare su qualsiasi sito la trama completa del romanzo ed il suo incipit, ma non voglio narrare oltre. Questo libro conta infatti solo 200 pagine circa e si legge velocemente, cattura l’attenzione sin dalla prima pagina e suscita sentimenti contrastanti nel lettore, da che parte vi schiererete? Cosa spererete mentre le pagine si susseguiranno?  Personalmente mi sono ritrovata a sperare soluzioni opposte da un capitolo all’altro.

Kiriko è giovane, ha solo 20 anni, la sua freddezza e forza d’animo sono estremi e risultano quasi “inumani”, rimane un personaggio quasi astratto dall’inizio alla fine; le sue caratteristiche sono forse fin troppo chiare e delineate, non è un personaggio sfaccettato dai mille chiaro scuri, non ci sorprende mai. Personalmente ho sperato in qualche svolta emotiva da parte sua ma la fredda coerenza che la contraddistingue rimane tale dalla prima all’ultima pagina, il che mi ha creato una situazione di disagio per la quale nonostante io consigli caldamente questo libro agli amanti del noir e della letteratura nipponica, non me la sento di annoverarlo tra i miei preferiti.

Tuttavia,  non posso non paragonarla ad una moderna erede di uno dei famosi personaggi di Dumas, certo parliamo di un testo breve, dove il tutto si sviluppa nell’arco di pochi mesi, la caratura letteraria è certamente differente, ma la sensazione di deja vu in me suscitata è stata proprio questa.

Lo consiglio a coloro che conoscono già l’autore e hanno desiderio di completarne la bibliografia, a chi come me è sempre curioso di leggere narrativa del Sol Levante. Gli appassionati invece di noir potrebbero trovarlo un pò noioso e privo di un vero mordente, con una trama forse un pò debole e pochi (talvolta scontati) colpi di scena.

Traduzione di Gala Maria Follaco
Fabula, 348
2019, 3ª ediz., pp. 208, 3 illustrazioni b/n nel testo
Prezzo di copertina: 18 euro

Disponibile anche in formato Kindle su Amazon: https://www.amazon.it/ragazza-del-Kyushu-Seicho-Matsumoto/dp/8845933962/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=JJ9A24NRL6UM&keywords=la+ragazza+del+kyushu&qid=1583745968&sprefix=la+ragazza+del+%2Caps%2C165&sr=8-1

Come Sabbia tra le dita (Seichō Matsumoto)

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Scegliere i libri da portarsi in vacanza si rivela sempre un momento critico, alla fine nel dubbio ne ho portati tre che mi aspettavano impilati sul comodino da settimane, in attesa del momento adatto.

“Come Sabbia tra le dita” si è rivelato una lettura decisamente intrigante e avvincente persino per me che non sono una grande fan dei gialli.

Tuttavia ero incuriosita: sapevo che l’autore era stato uno dei più proliferi in vita (oltre 300 romanzi pubblicati) ed ero stimolata dall’ambientazione in un Giappone degli anni ’60.

Siamo a Tokyo, nella primavera del 1961, e all’alba viene rinvenuto un cadavere sui binari della stazione di Kamata.

L’ispettore  a capo del caso, Eitarô Imanishi, si ritrova a condurre un’indagine in principio infruttuosa quasi frustrante…gli indizi lo porteranno a viaggiare per gran parte del paese che nonostante io abbia visitato talvolta ho faticato a riconoscere.

Siamo agli inizi del boom economico, Ginza è già il quartiere “alto” della città di Tokyo ma le distanze, tra una zona e l’altra della capitale non sono quelle brevi alle quali siamo abituati ai giorni nostri. Si può quindi immaginare quanto tempo fosse necessario per raggiungere le più lontane mete quali Osaka o la zona del Tohoku.

Trascorrono mesi senza che gli interrogativi trovino risposte, tuttavia l’ispettore Imanishi persegue ogni singola pista fino a correlare tra esse alcune morti sospette avvenute in un secondo momento rispetto al primo delitto. Siamo al cospetto di un protagonista caparbio, intelligente, certo, ma che raggiunge l’obiettivo non grazie a lampi di genio tipici di alcuni personaggi ai quali la letteratura ci ha abituati, ma grazie alla metodicità e all’attenzione ad ogni singolo dettaglio. L’illuminazione non arriva grazie al semplice intuito ma va ricercata faticosamente, se necessario camminando per chilometri seguendo i binari di un treno alla ricerca di pezzetti di carta disseminati mesi prima.

Questo è sicuramente uno degli aspetti che mi ha fatto apprezzare maggiormente questo volume.

Alcuni hanno definito Matsumoto un autore pari a Simeon; dal mio canto non sono in grado di esprimere un giudizio coerente a riguardo, in quanto, ribadisco, non sono un’amante del genere.

Tuttavia mi sento di consigliarlo a tutti coloro che hanno il desiderio di una lettura fluida  ma avvincente, ambientata in un contesto sicuramente interessante che ci permette di conoscere altri risvolti di un paese che tanto ci affascina.

Personalmente l’ho apprezzato, prova ne è che l’ho letto in una sola giornata di ombrellone (parliamo di  186 pagine decisamente scorrevoli), e che intendo recuperare anche Tokyo Express, del quale spero di poter scrivere una recensione in queste settimane.

Succede anche a voi, quando vi imbattete in un volume che si rivela interessante, di voler leggere tutto quello scritto dallo stesso autore indipendentemente dalle critiche e recensioni?

Per me è sempre stato così, mi ritrovo ad effettuare ricerche maniacali ovunque per poi scoprire che sto tendando di recuperare qualcosa di editato decenni fa da case editrici che non hanno più ristampato il titolo in oggetto.

 

 

Credits:

Come Sabbia tra le dita (Seichō Matsumoto)

Edito da Mondadori, collana Oscar Absolute, 03/07/2018

Traduttore: Mario Morelli

Disponibile in formato kindle e brossurato su Amazon: https://www.amazon.it/Come-sabbia-dita-Seicho-Matsumoto/dp/8804701196