Finalmente sono riuscita ad organizzarmi per visitare la Mostra ufficiale in occasione del 45esimo anniversario della serie animata che si tiene al Museo del Fumetto di Milano.

Come molti della mia generazione conosco molto bene l’opera che spesso riguardo (ma non rileggo) reinnamorandomi ogni volta di Shingo Araki e Michi Himeno per il loro tratto indescrivibilmente bello e tuttora attuale, sono infatti tuttora convinta che Versailles no Bara sia un anime (o cartone animato) senza tempo, nonchè fonte della nostra cultura relativa alla Rivoluzione Francese; se c’è una data sulla quale nelle interrogazioni di storia nessuno ha mai avuto esitazione non è forse il 14 luglio 1789?
Non so cosa mi aspettassi esattamente da questa mostra, a novembre del 2022 ero stata infatti a quella tenutasi a Tokyo ma mi ero prefissata di non fare paragoni, cercherò di non farne ma dal momento in cui inizio a scrivere al momento in cui metterò il punto potrei anche cambiare idea.
La mostra si svolge presso lo spazio WOW Museo del fumetto, l’effetto nostalgia mentre si salgono le scale è abbastanza assicurato, sono infatti appese parti del testo della prima sigla italiana e stampe con alcune delle immagini più evocative della stessa



Mi rendo ora conto di aver scattato solo una decina di foto in tutto, il motivo è che per quanto mi riguarda non vi era molto da fotografare.
Vi erano pannelli con qualche stampa dell’anime e il riassunto della serie man mano che si passeggiava, di seguito una foto scattata da un’amica del primo pannello:

Il che può essere interessante per rispolverare la memoria e fare un tuffo nell’infanzia permettendoci così di ripercorrere una storia che ci ha tenuto incollati al televisore per 40 episodi.
Sicuramente interessanti alcuni oggetti nelle teche, alcune biografie di Maria Antonietta, riproduzioni, qualche artbook, alcuni chicche ispirate all’opera come un CD dei Lareine in cui avevano appunto fatto la cover di バラはバラは 美しく散る (Bara wa Utsukishiku chiru, la opening originale della serie), le figurine panini ed altri cimeli.


Interessante anche la vetrina che espone alcune delle bambole e gadget di varie dimensioni dedicate alla serie, sia di produzione europea che giapponesi, sarebbe stato bello se anzichè essere così stipate e poco illuminate ci fossero state delle didascalie per spiegare in quali occasioni furono distribuite, in che anni ecc, sul fondo della vetrina giace anche un volantino di Volks (nota casa di bambole da collezione) dove si vedono le ultime release dedicate ad Oscar e Maria Antonietta, ma un volantino messo lì così non dice molto.

Vi è un breve accenno al teatro Takarazuka, un peccato non ci fossero altre immagini esplicative ma soltanto una descrizione sommaria, vi consiglio però di cercare approfondimenti su questa forma d’arte che merita davvero molto nonostante gli scogli linguistici. Non mi aspettavo di trovare dei vestiti originali di scena, ma qualche immagine in più sarebbe stata sicuramente apprezzata.

Qualche approfondimento sull’albero genealogico dei protagonisti della serie, molto belli i costumi in mostra di alcuni dei nostri più bravi cosplayer! Le uniformi di Oscar in particolare le ho trovate veramente magnifiche ed intrise di passione!
Infine, vi erano poi affisse tavole di artisti ispirati per l’appunto alla serie, non mi permetto assolutamente di discuterne il valore artistico nè tantomeno la bellezza, tuttavia personalmente non ho ritenuto necessario scattare foto ricordo. Ribadisco: è un sentimento estremamente personale e non ho alcun titolo pertanto non si tratta in alcun modo di un giudizio.
Per concludere, non mi aspettavo di assistere ad una mostra come quella di Tokyo, ma questa nello specifico l’ho trovata un pò deludente. Mi sarebbe piaciuto vedere più materiale originale, qualche tavola della Ikeda, piuttosto che i clear file che vendevano in Giappone, qualche approfondimento in più, magari una qualche colonna sonora barocca di sfondo se non quella originale dell’anime e, perchè no, le didascalie in inglese. E’ vero che i presenti sembravano tutti italiani, ma un piccolo sforzo in più per rendere accessibile il tutto anche ad un pubblico internazionale non avrebbe fatto male. Penso che se capitassi a Parigi mentre si svolge una mostra su Lady Oscar apprezzerei sicuramente delle spiegazioni almeno anche in Inglese. Non mi sarebbe dispiaciuto nemmeno uno schermo ove proiettare qualche estratto della serie, anche per ricordarne quanto sia attuale.
Manterrò la promessa e non farò il paragone con la mostra di Tokyo, anche perchè credo non sarebbe corretto. Tuttavia farò un altro post a riguardo con altre foto, sopratutto in virtù del fatto che proprio quella mostra si terrà nuovamente a breve e se capitaste nel paese del sol Levante sarebbe un peccato perdersela.
Mi dispiace sempre un pochino scrivere in maniera poco entusiasta, ma ho deciso di farlo lo stesso perchè oggi mi è parso che le persone con cui ho effettuato la visita avessero lo stesso sentimento di delusione. Ho anche cercato sul web qualche recensione di chi vi fosse stato prima di noi ma non ho trovato nulla per il momento, tuttavia mi piacerebbe davvero conoscere il pensiero di altre persone che ci hanno partecipato!
Non dico che non valga la pena farci un salto, se siete di Milano o ci capitate è un’occasione per fare un piccolo salto nel passato e rivivere alcuni momenti emozionanti della serie, o magari per acquistare i cofanetti in DVD o BLU RAY; tuttavia non me la sentirei di invitare appositamente qualcuno da fuori città alla visita.